Nero Magis

Le due uve che compongono il Nero Magis – Merlot e Pignolo- sono raccolte e vinificate a distanza l’una dall’altra, incominciando dal Merlot, il primo a maturare. Macerazione in tini di legno, dove completano sia la fermentazione alcolica sia la malolattica.

I vini, la cui prima vendemmia è stata quella del 2014, sono messi parte in barrique di primo passaggio e parte di secondo, per restarvi ventiquattro mesi, quando vengono uniti a formare il Nero Magis. Segue un lungo affinamento in bottiglia.

È un vino dove la robustezza e la decisa personalità del Pignolo, che porta anche le sue note speziate, si amalgamano a quelle fruttate del Merlot. In bocca si coglie la sorprendente fusione tra il rigore del primo e le sfumature compiacenti del secondo.

Il bicchiere è lo strumento per “ascoltare” la musica del vino. Una scelta sbagliata, come anche per la temperatura, può alterare, in maniera negativa, sia l’olfatto sia il gusto. Se il bicchiere è corretto, possiamo diventare intimi col vino, passaggio obbligatorio per amarlo completamente, per coglierne l’anima, l’essenza. Altrimenti il rischio è di vanificare gli anni di lavoro nella vigna e in cantina. Da qui la scelta del calice Riedel Extreme Cabernet che sa esprimere al massimo livello il suo irresistibile charme.

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Nero Magis Riserva

Composto da Pignolo in purezza.
Macerazione in tini di legno, dove completa sia la fermentazione alcolica sia la malolattica. Quindi lunga sosta in barrique di primo passaggio (almeno ventiquattro mesi). Dopo di ché lo attende un lungo affinamento in bottiglia di almeno diciotto mesi. Sono le periodiche degustazioni a stabilire il momento della messa in commercio.

 

È un vino verticale, rigoroso, impegnativo, fatto di potenza – per tannini decisi, ma ben fusi – con note olfattive dove prevalgono le spezie, cui fa eco una lunga persistenza aromatica. Vino che ha il dono della longevità. Va, pertanto, atteso.

Il bicchiere è lo strumento per “ascoltare” la musica del vino. Una scelta sbagliata, come anche per la temperatura, può alterare, in maniera negativa, sia l’olfatto sia il gusto. Se il bicchiere è corretto, possiamo diventare intimi col vino, passaggio obbligatorio per amarlo completamente, per coglierne l’anima, l’essenza. Altrimenti il rischio è di vanificare gli anni di lavoro nella vigna e in cantina. Da qui la scelta del calice Riedel Extreme Cabernet che sa esprimere al massimo livello il suo irresistibile charme.

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